Shentao Scuola di Arti Marziali

FROSIO BRONZO NAZIONALE-UNA FINALE CHE LASCIA CON L’AMARO IN BOCCA

FROSIO: UNA STORIA DI DETERMINAZIONE AL CAMPIONATO NAZIONALE DI JUDO UNDER 15

Il Campionato Italiano Under 15 Classe A1 tenutosi a Ostia Lido il 9 dicembre ha visto Edoardo Frosio (proveniente dalla Polisportiva MAZZOLENI-SANT’OMOBONO TERME con grande felicità del suo primo allenatore EDOARDO GRANITI) emergere come uno dei migliori nella categoria +81 kg, posizionandosi tra i primi tre in Italia. Tuttavia, nonostante l’ottimo percorso, la finale ha lasciato un amaro in bocca.

Edoardo, con il suo impegno, ha guadagnato l’accesso a questa finale dopo una serie di prove e qualificazioni. L’incontro per l’accesso alla finale è stato perso a causa di un errore probabilmente dovuto all’inesperienza e, soprattutto, alla mancanza di allenamento regolare. Non per sua colpa, ma per le difficoltà ad essere presente a tutti gli allenamenti a causa della distanza. Un’occasione che, se coltivata con più costanza, avrebbe potuto regalargli il titolo di Campione d’Italia. Nel suo primo incontro, ha affrontato Librizzi Tancredi (Dynamic Gravina-Sicilia), riuscendo a vincere con uno spettacolare ippon di Soto Maki Komi. Nel secondo match contro Loi Alessio (Judo Terralba-Sardegna), ha perso per wazari di contraccolpo, un verdetto che lo porta a competere nella finale per il 3° e 5° posto contro Copioli Leonardo (Asd Centro Kiai-Emilia Romagna). La finale si è rivelata un susseguirsi di controversie. Edoardo ha iniziato con un Soto Maki Komi, l’avversario ha prontamente bloccato il movimento ma Edo aggancia la gamba in O Uchi Gari, un azione da wazari, nessun punteggio è stato assegnato, nella seconda azione, Edoardo ha nuovamente provato il Soto Maki Komi, l’avversario ha di nuovo bloccato il movimento, nonostante il cambio di direzione da parte di Edo che porta l’avversario a terra finalizzando con ippon,, ancora una volta nessun punteggio è stato assegnato, provocando un crescente senso di ingiustizia e frustrazione in Edoardo. La stessa identica azione si ripete pochi secondi dopo, ma questa volta addirittura viene aggiudicato un wazari a favore dell’avversario. Edoardo, spinto dalla rabbia dell’ingiustizia subita, afferra l’avversario dalla cintura, ed esegue un Harai Goshi potentissimo. Questa incredibile azione ha finalmente garantito l’ippon a suo favore, portandolo alla vittoria. Nonostante l’incontro avrebbe potuto concludersi in soli 30 secondi, Edoardo ha dovuto affrontare numerosi ostacoli e controversie prima di vincere con 1 wazari e 3 ippon. A vincere la categoria sarà Maiano Alessio, avversario già battuto in precedenza da Edoardo.

Mantenere la calma e il contegno in un contesto così controverso è stato estremamente difficile per me, ma la sua determinazione lo ha portato alla conquista del meritato posto sul podio.

Giulian Sonzogni, anch’esso tra i favoriti nella categoria 46 kg, ha sperimentato tensione e ansia da prestazione che, forse, hanno inciso nel suo rendimento classificandolo al 10 posto. È cruciale ricordare a questi giovani atleti di non dover dimostrare nulla a nessuno se non a se stessi. Il loro obiettivo deve essere praticare il miglior judo possibile, un percorso che li farà crescere umanamente e atleticamente. Nel primo incontro, si è confrontato con Douine Matteo, che si classificherà al secondo posto. Inizialmente, Giulian ha gestito l’incontro con autorità e padronanza, dimostrando una superiorità evidente. Tuttavia, a un certo punto qualcosa è cambiato nel suo atteggiamento. Un’assenza mentale improvvisa lo ha portato a subire una presa a terra apparentemente evitabile, come se la concentrazione gli fosse sfuggita. Questo momento di distrazione ha influito sull’andamento dell’incontro, compromettendo il suo rendimento. Nel secondo incontro contro Marino Vincenzo, Giulian ha subito un wazari, ma è riuscito a recuperare il punteggio poco dopo. Tuttavia, ancora una volta ha dimostrato una mancanza di ascolto e fiducia verso il tecnico alla sedia. Nonostante le indicazioni ricevute, Giulian ha ripetutamente eseguito una tecnica che gli era stata proibita, e questo ha avuto conseguenze negative sulla sua prestazione. Questo errore ha minato la sua possibilità di conquistare la sua prima medaglia nazionale.

Il dojo rappresenta il loro spazio e la loro isola, quindi è importante che i genitori rispettino questa dimensione. In ogni società, vi sono regole da rispettare e, pur insegnando ai figli a farlo, spesso i genitori stessi tendono a contestarle quando non vanno loro bene. È cruciale offrire un esempio positivo e coerente, poiché i figli imparano più dall’esempio pratico che dai discorsi.

Questo è stato il resoconto di un evento che ha evidenziato la determinazione e le sfide di giovani atleti pronti a crescere attraverso le loro esperienze nel judo italiano.

Related posts

“Il Maestro” Gianni Battaglia ci ha lasciato.

Gabriele Calafati

Coppa Italia Veterans 2020-1° Prova

Gabriele Calafati

JUDO: Dal CITTA’ METROPOLITANA DI TREZZO SULL’ADDA al CITTA’ DI COLOMBO

Gabriele Calafati

Leave a Comment

Captcha in caricamento...