(In)Giustizia Sportiva

«Una vergogna per lo sport»Malagò attacca la Federnuoto dopo la squalifica. Barelli: ci siamo solo difesi

Una bufera in un bicchier d’acqua. Anzi, in una piscina. Il Presidente del Coni Giovanni Malagò è stato squalificato dalla Federnuoto (come tesserato del Canottieri Aniene) per sedici mesi per aver espresso in Giunta Coni giudizi ritenuti lesivi della reputazione della Federnuoto in merito a una presunta doppia fatturazione da parte della stessa Fin. «Qualsiasi commento è superfluo – afferma il Presidente del Comitato Olimpico – siamo sereni e quasi divertiti per il non senso di tutto questo. È la dimostrazione che siamo nel giusto nell’aver portato avanti la riforma della giustizia sportiva».

Il caso: dopo un audit interno, il Coni ha denunciato alla Procura della Repubblica di Roma una presunta doppia fatturazione per circa 826mila euro per lavori di manutenzione della piscina del Foro Italico in occasione dei Mondiali di nuoto; il pm ha chiesto l’archiviazione ma il gip ha disposto un supplemento d’indagine che si concluderà il 6 dicembre prossimo. Il 4 marzo, quindi, Malagò ha aggiornato i membri della Giunta Coni sulla questione: con dichiarazioni lesive per l’organo della Fin che ha proceduto a processarlo, in quanto tesserato dell’Aniene, nonostante il Collegio di Garanzia del Coni l’avesse definito incompetente. Dopo la sentenza di primo grado della Disciplinare della Fin, firmata da Adriano Sansonetti, il numero uno del Coni dovrà presentare ricorso davanti alla Commissione d’Appello Federale, presieduta in secondo grado da Pier Salvatore Maruccio, cognato di Sansonetti.

«Magari se non ci fossero troppi parenti a giudicare forse sarebbe una buona cosa – ha commentato il Presidente del Coni Giovanni Malagò – il mondo dello sport non solo è rimasto sorpreso ma si vergogna di quello che è successo».

In attesa del secondo grado di giudizio per il tesserato Fin Giovanni Malagò, il presidente della Fin Paolo Barelli potrebbe essere rinviato a giudizio per ipotesi di reato nell’inchiesta portata avanti dalla Procura della Repubblica di Roma. Ieri il numero uno della Federazione Nuoto ha replicato al Presidente del Coni con fermezza. «Non possiamo arrenderci nel momento in cui si è convinti di subire un attacco ingiusto – sottolinea Barelli – la federazione è stata messa all’indice, ha il diritto e il dovere nei confronti dei propri associati di far emergere le cose come sono, sia per quanto riguarda la magistratura ordinaria, sia per quanto concerne la giustizia sportiva».

Tratto da:

https://www.iltempo.it/sport/2014/10/01/news/una-vergogna-per-lo-sport-955540/

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