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“Il Maestro” Gianni Battaglia ci ha lasciato. - Gabriele Calafati
Articoli Shentao Scuola di Arti Marziali

“Il Maestro” Gianni Battaglia ci ha lasciato.

Oggi MARTEDÌ 3 MARZO 2020 ci ha lasciato GIANNI BATTAGLIA maestro benemerito cintura nera 7° Dan, “IL MAESTRO”. Nè dà il triste annuncio il figlio Stefano. I funerali si svolgeranno GIOVEDÌ alle ore 14:15 nella parrocchiale di OGNISSANTI all’interno del cimitero monumentale di Bergamo. Noi saremo tutti li per l’ultimo saluto.

Il Maestro Gianni Battaglia, ha fondato la Scuola di Judo Trezzo Carvico nel 1973, ne è stato Direttore Tecnico fino al 2010, dopodiché vi si è sempre dedicato rimanendo consigliere della sua amata scuola di judo fino all’ultimo respiro. Non ha mai smesso di seguire i suoi vecchi allievi e la nuova generazione di judoisti della Scuola di Judo Trezzo e della Shentao di cui è stato ottimo consigliere e considerato da tutti un po’ lo Zio della stessa.

Nel 1971, si cimenta nell’insegnamento del judo, in un piccolo negozio di elettronica, ormai chiuso a Capriate. Tra i suoi Maestri il primo fu Totò Jacobazzi il primo a portare il Judo in Bergamo, successivamente si iscrisse al BU-SEN con il maestro Cesare Barioli (uno dei più grandi maestri Italiani), per poi seguire con gli insegnamenti del Maestro TADASHI KOIKE, il quale fu inviato del Kodokan di Tokyo per la divulgazione del judo in Italia, maestro al quale Gianni rimase legato fino ad oggi. Diceva Gianni: “sono convinto che le nostre numerosissime vittorie si debbano all’insegnamento del M° Tadashi Koike che ci ha inculcato la tecnica fondamentale, senza la quale vincere diventa UTOPIA” e poi diceva rivolto a me “meditate zucconi” :-), Scriveva su Facebook “Gabriele sta studiando judo come non ho visto fare mai da nessuno, ecco perchè ogni tanto va fuori riga, deve ammorbidire un po’ il suo carattere per evitare fraintendimenti, per evitare di crearsi inimicizie che di certo non merita”.

Era un personaggio schietto, che non aveva paura di dire ciò che pensava, a volte scomodo, e purtroppo come ogni grande maestro, rinnegato da alcuni dei suoi stessi allievi, quelli che avevano ottenuto grazie a lui grandi risultati.

Fu maestro di molti atleti di interesse nazionale, portò alla scuola di judo Trezzo moltissime medaglie nazionali ed internazionali.

Qui di seguito una lettera di ringraziamento che dedicammo a Gianni 

“Maestro, ti scriviamo questa lettera perchè ci sentiamo di doverti ringraziare per tutto quello che ci hai insegnato ed hai fatto per noi. Oggi ti scriviamo per lo spiraglio di luce che ci hai concesso, in mezzo a tutto questo schifo ci hai guidato tu, anche se sminuito e quasi umiliato da alcuni tuoi allievi. Sei entrato con passo convinto sul tatami e ci hai guardati, nei tuoi occhi abbiamo visto la passione, la voglia di insegnare, il coraggio, ma soprattutto l’amore per la tua disciplina, IL JUDO. Tanti ragazzi sul tuo tatami che non aprivano bocca e ti guardavano, a quel punto hai iniziato a fare ciò per cui eri stato chiamato a fare. INSEGNARE JUDO. Ci hai fatto girare la Lombardia, l’Italia, l’Europa per gare e stage con judoisti rinomati, insomma hai fatto di tutto per farci appassionare a questa disciplina. Ed è proprio per questo che ti ringraziamo, anche se un semplice grazie non potrà mai ripagare il tuo impegno. Ti starai chiedendo perchè continuiamo a chiamarti Maestro, tu non hai mai voluto che noi ti chiamassimo Maestro. Però tu non sei mai stato un semplice istruttore per noi, sei stato un maestro di vita, ci hai fatto capire oggi che siamo insegnanti, cosa vuol dire insegnare, farsi amare ed anche farsi odiare, perchè si sa, la nostra disciplina è dura a volte, soprattutto se agonistica, ed ancora oggi sei una guida indispensabile per noi, i tuoi allievi pendevano e pendono ancora  dalle tue labbra. Ogni volta che salivi sul tatami, qualsiasi cosa stesse succedendo, i ragazzi si fermavano, si giravano verso di te con un sorriso, a volte intimoriti dalla tua autorevolezza, con un sorriso vero che viene dal profondo, uno sguardo di ammirazione e gratitudine. Maestro non arrenderti, non lasciare che la cattiveria di alcune persone, schiacci la tua forza di volontà, perchè sono davvero pochi gli insegnanti che ti cambiano la vita. E TU SEI STATO UNO DI QUESTI.“

Se ne è andato lottando fino all’ultimo respiro, e se ne è andato serenamente.

In questo ultimo periodo riuscii a riportarlo nel mondo judo extra palestra, cominciò a dedicarsi ai ragazzi con la stessa passione di quando era giovane, riuscendo a lasciare anche se in breve tempo, il segno in ognuno di loro.

Ora potrai finalmente tornare a fare judo, in un ambiente sicuramente più sano, insieme al tuo maestro.

questo non è un addio Gianni, ma un arrivederci.

Con affetto 

Gli ALLIEVI che ti hanno scelto come MAESTRO.

IL MAESTRO

”Il judo non si impara sui libri.

solo il maestro può indicare la via

e il modo migliore per percorrerla.

Non chi si fa chiamare Maestro, ma chi lo è.

E se lo è, gli si deve dare tutta la fiducia.

Il dubbio, nei confronti del Maestro,

toglie ogni validità al rapporto con lui.

Meglio allora cambiare e rivolgersi ad altri.

Fare judo vuol dire anche abbandonarsi,

senza riserve e secondi fini.

Non si chiede nè si vuole un rapporto

di sudditanza o sottomissione.

Il Maestro non è un autorità istituzionale, 

non è un colonnello, non è un duce.

E’ un uomo che merita fiducia

e al quale si deve dare fiducia.

Se non la merita non è un Maestro.”

Marcello Bernardi

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