Shentao Scuola di Arti Marziali

Yin e Yang: Elisa ed Oscar. Gli opposti si equivalgono. SICUREZZA e INSICUREZZA

Si sono svolte Sabato 13 e Domenica 14 novembre le finali nazionali del Campionato Italiano Esordienti B, partecipano per la Scuola di Judo Trezzo OSCAR CORTI categoria 38 kg e per la Shentao ELISA SCANZI categoria 57 kg. Pessima prestazione per entrambi che buttano al vento mesi di lavoro quotidiano mirati proprio a questa importante competizione.

Il 13 novembre è il momento di Oscar, noto tra le righe che l’insicurezza lo accompagna anche in questa competizione, riesce comunque a vincere il primo incontro per ippon di Morote Seoi Nage al golden score, al secondo incontro si deve scontrare con Setale del Judo Club Maddaloni (Napoli), Oscar arriva nuovamente al Golden Score con un atleta tecnicamente inferiore ma con una grinta e determinazione che purtroppo al momento Oscar ancora non riesce a trovare, ritrovandosi cosi in vantaggio per 2 shido al Golden Score per prenderne come gia accaduto in precedenza 3 nel giro di pochi minuti perdendo l’incontro. Un’altra volta aggredito dalla sua stessa insicurezza, un’altra volta tutte quelle indecisioni e paure che gli hanno impedito di portare a termine un incontro che avrebbe potuto vincere se solo le avesse superate, stessa sorte per il 3 incontro con Buda.

Il 14 novembre è il turno di Elisa, questa volta la sconfitta arriva dalla troppa sicurezza di sé, perde contro Grassi, un avversaria che aveva già battuto in precedenza alle qualificazioni regionali, un incontro preso troppo alla leggera, un errore, il più stupido tra gli errori che si potevano commettere, eppure per mesi ci abbiamo lavorato, per mesi gli e l’ ho detto, gli è l’ho urlato, “quando entri i ippon seoi nage non devi tenere la schiena dritta altrimenti vieni trascinata indietro e ti becchi ippon”. Ma Elisa ancora una volta ha dovuto sbatterci la testa, un errore talmente stupido che le è costato un probabile titolo italiano, eh si! Elisa era tra le favorite, a vincere il titolo di questa competizione ASPICO ELISA, atleta molto preparata che la nostra Elisa aveva già battuto in regione, e cosi ingenuamente ha buttato mesi e mesi di preparazione anche lei, oltre che un sogno che pochi hanno il privilegio di avvicinare.

Non sono mancati i rimproveri per Oscar ed Elisa a cui stavolta ho detto chiaramente che cosi facendo hanno buttato al vento non solo il loro impegno, fatica e lavoro, ma anche il mio, non è la vittoria che conta, il mio impegno non viene ripagato dalle vittorie, si può perdere al primo incontro ma aver dato il massimo, si può perdere perché l’avversario è nettamente superiore, ma non si può perdere perché ancora non si ha avuto il coraggio di affrontare se stessi e le proprie paure, come non si può perdere nemmeno per il contrario, la troppa sicurezza che spesso porta se stessi a credere di essere in grado di prendere decisioni senza rendersi minimamente conto che qualsiasi strada si decida di percorrere, alla meta non ci si arriva mai da soli.

Ma… sono sicuro che Oscar ed Elisa, non sfuggiranno alle loro responsabilità e non scaricheranno su altri la colpa del loro insuccesso. Affronteranno, cosi come gli hanno insegnato i loro genitori le loro responsabilità! E questo permetterà loro di crescere non solo nel judo ma anche nella vita.

I miei “allievi” mi conoscono bene, sanno che non sono tipo da finte lodi, ma sanno molto bene che sono sempre pronto anche ad ammettere i miei errori e dare il giusto peso ai loro progressi.

“NON SONO UN COMMERCIANTE, SONO UN INSEGNANTE DI JUDO”

Ognuno di noi ha una propria “legenda” dice Cohelo nell’alchimista e secondo me dovremmo seguirla indipendentemente da quello che la società o la gente dice o pensa. Con questo voglio dire che chiunque faccia qualcosa seguendo il proprio cuore anche se apparentemente sembra sbagliata non sbaglia mai. Il cuore non pensa troppo il cuore agisce d’istinto. Quando nella bibbia si raconta che dio chiese ad Abramo di portare suo figlio Isacco sul monte e di sacrificarlo Abramo non si chiese se dio aveva bevuto o si era fatto di coca, lo fece, e solo quando alzo il coltello per uccidere Isacco Dio lo fermò. Ma chi è questo dio della bibbia di cui tanto si parla se non la voce della nostra coscienza, o quel cuore che tanto si vorrebbe seguire ma che per “educazione” o “buon senso” non si segue mai?
Chi vuole mettersi dalla parte del bene, secondo me contro il suo cuore non è molto diverso da un ipocrita che non ha il coraggio di essere se stesso ma che vuole solo apparire e non essere!
Non è facile ma cosa ci è rimasto di difficile da fare al mondo d’oggi? Forse vivere accettandosi nelle proprie “debolezze” o perlomeno dichiarate tali da una società che tende alla perfezione finendo inevitabilmente nel caos più totale. Forse se non cercasse così tanto la perfezione la raggiungerebbe spontaneamente ……

L'”IO” è incapace di reggere la tensione

Ciao a tutti.

Gabriele Calafati

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